Una valanga di firme contro il Porcellum

Alla fine l’impresa è riuscita. Il 30 settembre sono stati consegnati in Cassazione più di 200 scatoloni contenenti ben 1.210.466 firme per chiedere il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale, il famigerato Porcellum. Un risultato straordinario, che sembrava impossibile raggiungere solo un mese fa; il comitato promotore parla di “miracolo popolare”, mentre il ministro Maroni definisce il risultato “impressionante” e perfino Calderoli, l’estensore della legge porcata, ora si affretta a disconoscere la sua creatura. I circoli del PD hanno contribuito in maniera determinante a questo successo: basti pensare che tra Milano e provincia il nostro partito ha raccolto ben 23 mila firme. Sono stati circa 200 i cornaredesi che hanno potuto firmare ai banchetti organizzati dal PD in Piazza Libertà e nelle frazioni, e a questi bisogna aggiungere i moltissimi cittadini che si sono recati direttamente agli uffici comunali.

Per capire meglio i contenuti della consultazione, ecco una serie di informazioni utili.

Cosa prevede l’attuale legge elettorale, che il rerefendum vuole abrogare?

Questa legge elettorale provoca gravi danni al nostro sistema politico. Si tratta di un sistema proporzionale con liste bloccate. L’elettore cioè non può esprimere preferenze e i candidati vengono eletti secondo l’ordine di presentazione in base ai seggi ottenuti dalla singola lista. Alla Camera sono previste soglie di sbarramento su base nazionale. Alla coalizione di liste più votata, nel caso non abbia già conseguito almeno 340 seggi, è attribuito un premio di maggioranza tale da farle raggiungere il numero di seggi in questione. Anche per il Senato è previsto un premio di maggioranza con lo scopo di assicurare almeno il 55 per cento dei seggi regionali alla coalizione che abbia ottenuto più voti. Il meccanismo opera dunque su base regionale, con la conseguenza che può determinarsi una maggioranza diversa da quella formatasi alla Camera. Anche le soglie di sbarramento operano su base regionale.

In cosa consiste il referendum?

Il referendum propone di abrogare l’attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum (o “legge porcata”, come sostenuto dal suo stesso autore, il ministro Calderoli). I quesiti sono due: il primo, individuato dal colore blu, propone l’abrogazione totale della legge; il secondo, contrassegnato dal colore rosso, elenca le singole disposizioni della legge che andrebbero abrogate. L’obiettivo del referendum è il ritorno al sistema elettorale chiamato Mattarellum (dal suo estensore, Sergio Mattarella), già in vigore dal 1993 al 2005.

Come funziona il Mattarellum, la legge elettorale che il referendum intende reintrodurre?

Il Mattarellum è un sistema misto, che alla Camera prevede l’elezione del 75% dei deputati con collegi uninominale e il 25% con sistema proporzionale. Per la parte maggioritaria viene eletto il candidato che ottiene più voti. Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. Al Senato i tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale ai gruppi di candidati collegati, all’interno dei quali vengono eletti i candidati sconfitti nell’uninominale meglio piazzati, una volta verificato il numero di posti spettanti in base ai voti ottenuti e applicato lo scorporo.

Per maggiori informazioni:

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