Stile Ceniti

L'assessore Dario Ceniti, con il consueto stile, annuncia tramite Settegiorni che querelerà il Partito Democratico di Cornaredo. Brutto segno, quando si risponde alle critiche politiche con le minacce giudiziarie. Ma pazienza. Dal canto nostro, continuiamo a lavorare per Cornaredo e i suoi cittadini: sperando che anche l'assessore, tra un avvocato e un giornalista, trovi il tempo per fare altrettanto. Questa è la risposta alle accuse dell'assessore, inviata dal Partito Democratico a Settegiorni: a voi il giudizio.

L’assessore Ceniti farebbe meglio a perdere meno tempo a farsi bello sui giornali e a consultare avvocati, per occuparsi  dei problemi reali di Cornaredo. Invece di dedicarsi a innescare inutili polemiche si ricordi che il suo mestiere è far funzionare anche i lampioni, cosa che proprio non gli riesce. E magari impegnarsi seriamente, assieme al sindaco Bassani, affinché la Provincia sblocchi i finanziamenti per la variante di San Pietro e si avvii la posa della fibra ottica: due obiettivi che prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione erano a portata di mano e adesso, dopo un anno e mezzo di annunci sui giornali, sembrano sempre più lontani. Quanto ai lavori sulla ex Statale 11, Ceniti si metta il cuore in pace. Il Partito Democratico sta facendo soltanto quello che lui ha evitato accuratamente di fare: raccontare la verità ai cittadini. Come denunciato a settembre dal capogruppo PD Meregalli, i lavori si sono fermati senza apparenti ragioni per tutto il mese di agosto e sono ripresi soltanto a fine settembre. È quanto ha dovuto ammettere lo stesso Ceniti su Settegiorni del 1° ottobre, quando ha attributo il ritardo nella ripresa dei lavori a non meglio precisate “questioni organizzative della ditta appaltatrice”. È stato ancora una volta il Partito Democratico a raccontare la verità su quel ritardo dei lavori. Nessun problema organizzativo. Semplicemente, i lavori erano stati assegnati a una ditta a un passo dal fallimento, l’impresa Amadei, che il giorno dopo aver sottoscritto il contratto con il Comune di Cornaredo lo ha ceduto, con il ramo d’azienda, ad un’altra ditta costituitasi qualche giorno prima con un capitale sociale di soli diecimila euro. Quest’ultima, a sua volta, ha subappaltato  il cinquanta per cento dei lavori  ad una terza impresa. In pratica, è come se Ceniti avessi chiamato per ridipingergli la casa un imbianchino che non ha più pennelli, teli e scale. Per poi aprire la porta di casa a un altro imbianchino, diverso da quello cui era stato affidato il lavoro. È una questione complessa di cui forse l’assessore non era a conoscenza. Ma quando lo ha saputo, perché ha parlato solo di “questioni organizzative”? Sarà bene far notare due punti non marginali. Che quanto rivelato finora dal Partito Democratico è quanto lo stesso Ceniti, ancora una volta, ha dovuto ammettere su Settegiorni del 19 novembre. E che è in conseguenza di questi eventi che il cantiere è rimasto fermo proprio nelle settimane in cui il minor flusso di traffico avrebbe limitato i disagi per i cittadini. Cittadini che si trovano ora a pagare il fermo estivo facendo code più lunghe ogni mattina a causa dei lavori. Siamo in ogni caso contenti di aver messo il sale sulla coda all’assessore: così i lavori, adesso, procedono celermente. Ed è già la seconda volta in un mese, dopo la retromarcia sulle due bottiglie alla casa dell’acqua, che grazie al Partito Democratico Ceniti mette una toppa a un suo passo falso. L’assessore, quindi, impari la lezione: piuttosto che minacciare querele contro il Partito Democratico perché sta informando la cittadinanza e svolgendo il proprio compito di opposizione politica, si scusi per aver omesso  la verità e si rimbocchi le maniche, che di lavoro da fare ce n’è tanto.

[Pubblicato il 23 novembre 2010]

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