Referendum: quattro Sì per il futuro dell’Italia

I prossimi 12 e 13 giugno saremo chiamati a votare per i referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento. Si tratta di questioni di fondamentale importanza per il futuro del nostro paese, e ogni voto può essere decisivo per il raggiungimento del quorum. Essendo referendum abrogativi, bisogna votare "sì" per dire "no".

Quando si vota? Si vota Domenica 12 (dalle 8.00 alle ore 22.00) e Lunedì 13 giugno 2011 (dalle 7.00 alle ore 15.00). Si poteva tranquillamente votare il 15 e 16 maggio in contemporanea con le elezioni amministrative, ma il ministro dell’Interno Roberto Maroni, leghista, ha preferito posticipare la data di un mese, buttando via in questo modo 400 milioni di euro (alla faccia degli sprechi di Roma Ladrona). È evidente la volontà del governo di non far raggiungere il quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto, rendendo così i referendum non validi.

I quattro quesiti:

  1. Il primo quesito referendario riguarda il recente provvedimento sul LEGITTIMO IMPEDIMENTO approvato dal parlamento e dichiarato parzialmente incostituzionale dalla Corte di Cassazione. Noi del Partito Democratico siamo contrari a questa norma, perché crediamo che chi va al governo abbia tutto il diritto di difendersi, ma nel processo e non dal processo; perché se al governo c’è un mascalzone i cittadini devono saperlo subito, non dopo che ha lasciato il governo, quando ormai è troppo tardi; perché la legge è uguale per tutti, anche per Berlusconi.
  2. Il secondo e il terzo quesito riguardano la PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA. Il secondo quesito chiede l’abrogazione della norma che stabilisce come modalità di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici.
  3. Il terzo quesito, sempre sulla PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, vuole eliminare la parte della norma che consente al gestore di ottenere profitti garantiti del 7% sulla tariffa senza che vi siano garanzie sul miglioramento del servizio. Abrogando questa parte si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.
  4. Il quarto e ultimo quesito riguarda la reintroduzione dell’ENERGIA NUCLEARE (come se non fosse stata bocciata da un referendum nel 1987). Il PD sta dalla parte delle energie alternative: se si guardano i dati sul fabbisogno elettrico, si scopre che l’Italia ha oggi una potenza elettrica installata di più di 110.000 megawatt, mentre il picco di consumi prima della crisi, nel 2007, non ha superato i 57.000 megawatt. Dopo avere pubblicamente dichiarato di voler tornare all’energia nucleare, il governo ha fatto bruscamente marcia indietro (emblematiche le considerazioni del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: “Non possiamo perdere le elezioni a causa del nucleare”). Non facciamoci ingannare: Berlusconi ha affermato che le trattative con Enel non si fermano, e l’avvio del nucleare è solo rinviato.

Il 12 e 13 giugno abbiamo la preziosa opportunità di dire la nostra e cambiare le cose: non lasciamocela sfuggire! AI REFERENDUM VOTA E FAI VOTARE QUATTRO SI!

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