L’assessore Laviani… in panchina

Renato Laviani, residente a Milano,  subito dopo la sua nomina ad assessore all’ambiente del Comune di Cornaredo, avvenuta per sconosciute competenze e meriti in materia, si soffermò a illustrare le linee guida del suo operato con particolare riferimento al decoro urbano. Dissertando su tale quesito affermò che avrebbe dedicato particolare attenzione all’arredo urbano dei parchi a partire dalle panchine, impegnandosi ad uniformarle nelle caratteristiche.

Ci si sarebbe aspettato in questi suoi quasi quattro anni di “impegno” (si fa per dire)  che i parchi e le aree a verde      acquisissero un aspetto, se non proprio come quello dei giardini del Quirinale, almeno come quello di un dignitoso parco   urbano.

L’aspettativa ovviamente è andata delusa  e  tutti i cittadini, purtroppo, devono constatare solo il degrado in cui versano i nostri  verdi spazi pubblici ed il relativo arredo.

Ma le panchine? Ebbene sì su questo l’assessore è stato di parola. Infatti  sta, piano piano, “uniformandole”. Prima le lascia per lungo tempo in stato di abbandono, poi le fa rimuovere, raggiungendo così il suo obbiettivo: l’uniformità. Ora abbiamo capito la sua filosofia amministrativa: è quella del “non essere”, quindi, secondo Parmenide, “del nulla”. A ben pensarci è coerente con se stesso in quanto come  assessore  “è uscito dal nulla per ritornare nel nulla”.
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