L’agonia del commercio

Il commercio cornaredese è vicino al collasso. Molti negozi chiudono, cambiano gestione o si trasformano. Pian piano la geografia commerciale viene compromessa ed i servizi commerciali, in particolare per anziani e deboli, vedono giorno dopo giorno una progressiva riduzione. Particolarmente drammatica è la situazione di  Cascina  Croce dove rischia di sparire lo storico  negozio alimentare,  peraltro unico in questo borgo, ed anche l’edicola è stata posta in vendita .

La riduzione degli acquisti a causa della crisi è solo una delle cause mentre  sembrano produrre conseguenze più devastanti l’aumento dei supermercati, che sulla SS11 appaiono come funghi, ed i costi gestionali di esercizio. E’, altresì, vero che il commercio locale sconta anche una scarsa predisposizione verso l’innovazione e la specializzazione, in questo, peraltro, non adeguatamente supportato né da investimenti, né da un indirizzo pianificatorio da parte della giunta comunale.

L’immobilismo triennale sul commercio dell’assessore del centrodestra è acclarato. Una situazione paradossale considerato che l’amministrazione comunale può utilizzare risorse già pronte,  provenienti dalla convenzione Bennet.

Adesso sembra che qualcosa si muova. Ma le proposte che circolano sono contraddittorie ed appaiono come palliativi, mentre il malato ha la febbre alta. Si propone di affrontare il problema con qualche idea pubblicitaria o con il tentativo di dare uniformità di immagine al commercio. Visioni estetiche e  tentativi tradizionali, sicuramente insufficienti  a creare l’auspicato  distretto commerciale in grado di soddisfare la domanda cittadina, attraendo clientela sovraccomunale.

Mancano scelte  identitarie omogenee che consentano uno sviluppo del commercio attraverso un progetto che, per dirla con le disposizioni normative “di gestione integrata nell'interesse comune dello sviluppo  economico, sociale, culturale e di valorizzazione ambientale del contesto urbano e territoriale di riferimento”. Ciò richiederebbe un’azione coordinata della giunta comunale, ma come i cittadini hanno potuto constatare, siamo più  alle “zuffe” pubbliche tra assessori che non dinnanzi a scelte responsabili ed incisive.

Il Partito Democratico si farà parte attiva nel cercare una prospettiva  di sviluppo tale da invertire l’attuale tendenza e le difficoltà esistenti. Lo farà con gli operatori e con i cittadini.

Ci vogliono idee progettuali che partendo da un nuovo piano commerciale strategico utilizzi in modo proficuo le risorse a disposizione indicando percorsi operativi in ambiti diversi: dalla logistica (parcheggi e servizi) all’arredo urbano, dalle agevolazioni tributarie finalizzate alla riqualificazione gestionale, al supporto amministrativo e burocratico. Il commercio non è solo mercato ma è parte integrante della qualità della vita di una città, è fonte potenziale di incremento occupazionale. Ci vogliono idee valide, impegno e lungimiranza, ciò che manca a questa  giunta di  centrodestra.

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